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Discorsi e omelie di Papa Francesco

Viaggio Apostolico in Thailandia: Santa Messa nello Stadio Nazionale (Bangkok, 21 Nov 2019)
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VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTITÀ FRANCESCO
IN THAILANDIA E GIAPPONE

(19 - 26 NOVEMBRE 2019)

SANTA MESSA

OMELIA DEL SANTO PADRE

Stadio Nazionale (Bangkok)
Giovedì, 21 novembre 2019

[Multimedia]


 

«Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?» (Mt 12,48).

Con questa domanda Gesù provocò tutta quella folla che lo ascoltava a interrogarsi su qualcosa che potrebbe sembrare tanto ovvio quanto certo: chi sono i membri della nostra famiglia, quelli che ci appartengono e ai quali noi apparteniamo? Lasciando che la domanda risuonasse in loro in modo chiaro e nuovo, risponde: «Chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre» (Mt 12,50).

In questo modo rompe non solo i determinismi religiosi e legali dell’epoca, ma anche ogni pretesa eccessiva di chi ritenesse di poter vantare diritti preferenziali su di Lui.

Il Vangelo è un invito e un diritto gratuito per tutti quelli che vogliono ascoltare.

È sorprendente notare come il Vangelo sia intessuto di domande che cercano di mettere in crisi, di scuotere e di invitare i discepoli a mettersi in cammino, per scoprire quella verità capace di dare e di generare vita; domande che cercano di aprire il cuore e l’orizzonte all’incontro con una novità molto più bella di quanto si possa immaginare.

Le domande del Maestro vogliono sempre rinnovare la nostra vita e quella della nostra comunità con una gioia senza pari (cfr Esort.

ap.

Evangelii gaudium, 11).

Così è successo ai primi missionari che si misero in cammino e arrivarono in queste terre; ascoltando la Parola del Signore, cercando di rispondere alle sue richieste, poterono vedere che appartenevano a una famiglia molto più grande di quella generata dai legami di sangue, di cultura, di regione o di appartenenza a un determinato gruppo.

Spinti dalla forza dello Spirito e riempite le loro sacche con la speranza che nasce dalla buona novella del Vangelo, si misero in cammino per cercare i membri di questa loro famiglia che ancora non conoscevano.

Uscirono a cercare i loro volti.

Era necessario aprire il cuore a una nuova misura, capace di superare tutti gli aggettivi che sempre dividono, per scoprire tante madri e fratelli thai che mancavano alla loro mensa domenicale.

Non solo per quanto avrebbero potuto offrire ad essi, ma anche per tutto ciò che da loro avevano bisogno di ricevere per crescere nella fede e nella comprensione delle Scritture (cfr Conc.

Vat.

II, Cost.

Dei Verbum, 8).

Senza quell’incontro, al Cristianesimo sarebbe mancato il vostro volto; sarebbero mancati i canti, le danze che rappresentano il sorriso thai, così tipico in queste terre.

Così hanno intravisto meglio il disegno amorevole del Padre, che è molto più grande di tutti i nostri calcoli e previsioni e non si riduce ad un pugno di persone o a un determinato contesto culturale.

Il discepolo missionario non è un mercenario della fede né un procacciatore di proseliti, ma un mendicante che riconosce che gli mancano i fratelli, le sorelle e le madri, con cui celebrare e festeggiare il dono irrevocabile della riconciliazione che Gesù dona a tutti noi: il banchetto è pronto, uscite a cercare tutti quelli che incontrate per la strada (cfr Mt 22,4.9).

Questo invio è fonte di gioia, gratitudine e felicità piena, perché «permettiamo a Dio di condurci al di là di noi stessi perché raggiungiamo il nostro essere più vero.

Lì sta la sorgente dell’azione evangelizzatrice» (Esort.

ap.

Evangelii gaudium, 8).

Sono passati 350 anni dalla creazione del Vicariato Apostolico del Siam (1669-2019), segno dell’abbraccio familiare prodotto in queste terre.

Due soli missionari seppero trovare il coraggio di gettare i semi che, fin da quel tempo lontano, stanno crescendo e germogliando in una varietà di iniziative apostoliche, che hanno contribuito alla vita della nazione.

Questo anniversario non significa nostalgia del passato, ma fuoco di speranza perché, nel presente, anche noi possiamo rispondere con la stessa determinazione, forza e fiducia.

È memoria festosa e grata, che ci aiuta ad uscire con gioia per condividere la vita nuova che viene dal Vangelo con tutti i membri della nostra famiglia che ancora non conosciamo.

Tutti siamo discepoli missionari quando ci decidiamo ad essere parte viva della famiglia del Signore e lo facciamo condividendo come Lui lo ha fatto: non ha avuto paura di sedersi alla tavola dei peccatori, per assicurare loro che alla tavola del Padre e del creato c’era un posto riservato anche per loro; ha toccato coloro che si consideravano impuri e, lasciandosi toccare da loro, li ha aiutati a comprendere la vicinanza di Dio, anzi, a comprendere che loro erano i beati (cfr S.

Giovanni Paolo II, Esort.

ap.

postsin.

Ecclesia in Asia, 11).

Penso in particolar modo a quei bambini, bambine e donne esposti alla prostituzione e alla tratta, sfigurati nella loro dignità più autentica; penso a quei giovani schiavi della droga e del non-senso che finisce per oscurare il loro sguardo e bruciare i loro sogni; penso ai migranti spogliati delle loro case e delle loro famiglie, come pure tanti altri che, come loro, possono sentirsi dimenticati, orfani, abbandonati, «senza la forza, la luce e la consolazione dell’amicizia con Gesù Cristo, senza una comunità di fede che li accolga, senza un orizzonte di senso e di vita» (Esort.

ap.

Evangelii Gaudium, 49).

Penso ai pescatori sfruttati, ai mendicanti ignorati.

Essi fanno parte della nostra famiglia, sono nostre madri e nostri fratelli; non priviamo le nostre comunità dei loro volti, delle loro piaghe, dei loro sorrisi, delle loro vite; e non priviamo le loro piaghe e le loro ferite dell’unzione misericordiosa dell’amore di Dio.

Il discepolo missionario sa che l’evangelizzazione non è accumulare adesioni né apparire potenti, ma aprire porte per vivere e condividere l’abbraccio misericordioso e risanante di Dio Padre che ci rende famiglia.

Cara comunità tailandese: andiamo avanti nel cammino, sulle orme dei primi missionari, per incontrare, scoprire e riconoscere con gioia tutti i volti di madri, padri e fratelli che il Signore ci vuole regalare e mancano al nostro banchetto domenicale.

 

Viaggio Apostolico in Thailandia: Incontro con il Personale Medico del St. Louis Hospital (Bangkok, 21 Nov 2019)
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VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTITÀ FRANCESCO
IN THAILANDIA E GIAPPONE

(19 - 26 NOVEMBRE 2019)

INCONTRO CON IL PERSONALE MEDICO DEL ST.

LOUIS HOSPITAL

SALUTO DEL SANTO PADRE

Bangkok - Giovedì, 21 novembre 2019

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Cari amici,

sono lieto di avere l’opportunità di incontrarmi con voi, personale medico, sanitario e ausiliario dell’Ospedale St.

Louis e di altri ospedali cattolici e centri caritativi.

Ringrazio il Direttore per le sue gentili parole di presentazione.

Per me è una benedizione assistere, in prima persona, a questo prezioso servizio che la Chiesa offre al popolo thailandese, specialmente ai più bisognosi.

Saluto con affetto le Suore di San Paolo di Chartres, come pure le altre religiose qui presenti, e vi ringrazio per la silenziosa e gioiosa dedizione a questo apostolato.

Voi ci permettete di contemplare il volto materno del Signore che si china a ungere e sollevare i suoi figli: grazie.

Mi ha fatto piacere sentire le parole del Direttore sul principio che anima questo Ospedale: “Ubi caritas, Deus ibi est”, “Dove c’è carità, lì c’è Dio”.

Infatti è proprio nell’esercizio della carità che noi cristiani siamo chiamati non solo a manifestare che siamo discepoli missionari, ma anche a verificare la fedeltà della nostra sequela e quella delle nostre Istituzioni: «In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Mt 25,40), dice il Signore.

Discepoli missionari sanitari che si aprono a «una fraternità mistica, contemplativa, che sa guardare alla grandezza sacra del prossimo, che sa scoprire Dio in ogni essere umano, […] per cercare la felicità degli altri come la cerca il loro Padre buono» (Esort.

ap.

Evangelii gaudium, 92).

Da questo punto di vista, voi compite una delle più grandi opere di misericordia, poiché il vostro impegno sanitario va ben oltre una semplice e lodevole pratica della medicina.

Tale impegno non può ridursi solo a realizzare alcune azioni o determinati programmi, ma dovete andare al di là, aperti all’imprevisto.

Accogliere e abbracciare la vita come arriva al Pronto Soccorso dell’ospedale per essere trattata con una pietà speciale, che nasce dal rispetto e dall’amore per la dignità di tutti gli esseri umani.

Anche i processi di guarigione richiedono e rivendicano la forza di un’unzione capace di restituire, in tutte le situazioni che si devono attraversare, uno sguardo che dà dignità e che sostiene.

Tutti voi, membri di questa comunità sanitaria, siete discepoli missionari quando, guardando un paziente, imparate a chiamarlo per nome.

So che a volte il vostro servizio può essere pesante e stancante; vivete in mezzo a situazioni estreme, e ciò richiede che possiate essere accompagnati e assistiti nel vostro lavoro.

Da qui l’importanza di sviluppare una pastorale della salute in cui, non solo i pazienti, ma tutti i membri di questa comunità possano sentirsi accompagnati e sostenuti nella loro missione.

Sappiate anche che i vostri sforzi e il lavoro delle tante istituzioni che rappresentate sono la testimonianza viva della cura e dell’attenzione che siamo chiamati a dimostrare per tutte le persone, in particolare per gli anziani, i giovani e i più vulnerabili.

Quest’anno, l’Ospedale St.

Louis celebra il 120° anniversario della sua fondazione.

Quante persone hanno ricevuto sollievo nel loro dolore, sono state consolate nelle loro oppressioni e accompagnate nella loro solitudine! Nel rendere grazie Dio per il dono della vostra presenza nel corso di questi anni, vi chiedo di far sì che questo apostolato, e altri simili, siano sempre più segno ed emblema di una Chiesa in uscita che, volendo vivere la propria missione, trova il coraggio di portare l’amore risanante di Cristo a tutti coloro che soffrono.

Al termine di questo incontro visiterò i malati, i disabili, e così potrò accompagnarli, almeno un poco, nel loro dolore.

Tutti sappiamo che la malattia porta sempre con sé grandi interrogativi.

La nostra prima reazione può essere quella di ribellarci e persino di avere momenti di sconcerto e desolazione.

È il grido di dolore, ed è bene che sia così: Gesù stesso lo ha patito e lo ha fatto suo.

Con la preghiera anche noi vogliamo unirci al suo grido.

Unendoci a Gesù nella sua passione scopriamo la forza della sua vicinanza alla nostra fragilità e alle nostre ferite.

È un invito ad aggrapparci alla sua vita e al suo sacrificio.

Se a volte sentiamo dentro “il pane dell’afflizione e l’acqua della tribolazione”, preghiamo di poter anche trovare, in una mano tesa, l’aiuto necessario per scoprire il conforto che viene dal Signore che “non si tiene nascosto” (cfr Is 30,20) ma che ci sta vicino e ci accompagna.

Poniamo questo incontro e la nostra vita sotto la protezione di Maria, sotto il suo manto.

Che lei volga i suoi occhi pieni di misericordia verso di voi, specialmente nel momento del dolore, della malattia e di ogni forme di vulnerabilità.

Lei vi aiuti con la grazia di incontrare il suo Figlio nella carne ferita delle persone che servite.

Benedico tutti voi e le vostre famiglie.

E vi chiedo, per favore, di non dimenticarvi di pregare per me.

Grazie!

 

Viaggio Apostolico in Thailandia: Visita al Patriarca Supremo dei Buddisti al Wat Ratchabophit Sathit Maha Simaram Temple (Bangkok, 21 Nov 2019)
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VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTITÀ FRANCESCO
IN THAILANDIA E GIAPPONE

(19 - 26 NOVEMBRE 2019)

VISITA AL PATRIARCA SUPREMO DEI BUDDISTI

SALUTO DEL SANTO PADRE

Wat Ratchabophit Sathit Maha Simaram Temple (Bangkok)
Giovedì, 21 novembre 2019

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Vostra Santità:

La ringrazio per le Sue amabili parole di benvenuto.

All’inizio della mia visita in questa Nazione, sono lieto di recarmi in questo Tempio Reale, simbolo dei valori e degli insegnamenti che caratterizzano questo amato popolo.

Alle fonti del buddismo la maggioranza dei tailandesi si sono abbeverati e hanno permeato la loro maniera di venerare la vita e i propri anziani, di condurre uno stile di vita sobrio, basato sulla contemplazione, sul distacco, sul lavoro duro e sulla disciplina (cfr.

Esort.

ap.

postsin.

Ecclesia in Asia, 6); caratteristiche che alimentano quel vostro tratto distintivo così peculiare: essere considerati come il popolo del sorriso.

Il nostro incontro si inscrive entro il cammino di stima e di mutuo riconoscimento iniziato dai nostri predecessori.

Sulle loro orme vorrei porre questa visita, per accrescere non solo il rispetto ma anche l’amicizia tra le nostre comunità.

Sono passati quasi cinquant’anni da quando il 17° Patriarca Supremo, Somdej Phra Wanarat (Pun Punnasiri), insieme ad un gruppo di importanti monaci buddisti, fece visita al Papa Paolo VI in Vaticano, ciò che rappresentò una svolta assai rilevante nello sviluppo del dialogo tra le nostre tradizioni religiose; dialogo coltivato che, successivamente, permise al Papa Giovanni Paolo II di realizzare una visita in questo Tempio al Patriarca Supremo Sua Santità Somdej Phra Ariyavongsagatanana (Vasana Vasano).

In seguito ho avuto l’onore di accogliere di recente una delegazione di monaci del tempio di Wat Pho, con il dono di una traduzione di un antico manoscritto buddista in lingua pali, ora conservato nella Biblioteca Vaticana.

Sono piccoli passi che aiutano a testimoniare non solo nelle nostre comunità, ma anche nel nostro mondo, tanto sollecitato a propagare e generare divisioni e esclusioni, testimoniare che la cultura dell’incontro è possibile.

Quando abbiamo l’opportunità di riconoscerci e di apprezzarci, anche nelle nostre differenze (cfr Esort.

ap.

Evangelii gaudium, 250), offriamo al mondo una parola di speranza capace di incoraggiare e sostenere quanti si trovano sempre maggiormente danneggiati dalla divisione.

Possibilità come queste ci ricordano quanto sia importante che le religioni si manifestino sempre più quali fari di speranza, in quanto promotrici e garanti di fraternità.

In tal senso ringrazio questo popolo, perché, fin dall’arrivo del Cristianesimo in Tailandia, circa quattro secoli e mezzo fa, i cattolici, pur essendo un gruppo minoritario, hanno goduto della libertà nella pratica religiosa e per molti anni hanno vissuto in armonia con i loro fratelli e sorelle buddisti.

Su questa strada di reciproca fiducia e fraternità, desidero ribadire il mio personale impegno e quello di tutta la Chiesa per il rafforzamento di un dialogo aperto e rispettoso al servizio della pace e del benessere di questo popolo.

Grazie agli scambi accademici, che permettono una maggiore comprensione reciproca, come pure all’esercizio della contemplazione, della misericordia e del discernimento – tanto comuni alle nostre tradizioni –, potremo credere in uno stile di buona “vicinanza” e crescere in esso.

Potremo promuovere tra i fedeli delle nostre religioni lo sviluppo di nuovi progetti di carità, capaci di generare e incrementare iniziative concrete sulla via della fraternità, specialmente con i più poveri, e riguardo alla nostra tanto maltrattata casa comune.

In questo modo contribuiremo alla formazione di una cultura di compassione, di fraternità e di incontro, tanto qui come in altre parti del mondo (cfr ibid.).

Sono certo, Santità, che questo cammino continuerà a dare frutti e in abbondanza.

Ancora una volta ringrazio Vostra Santità per questo incontro.

Prego perché Ella sia colmato di ogni benedizione divina per la Sua salute e il Suo benessere personale, e per la Sua alta responsabilità di guidare i fedeli buddisti sulle strade della pace e della concordia.

Grazie.

Messaggi da Medjugorje - cerca in tutti

Messaggio I messaggi di Medjugorje.

Anno 2019

Messaggio del 2 gennaio 2019 Cari figli, purtroppo in mezzo a voi, figli miei, c’è tanta lotta, odio, propri interessi ed egoismo.

Figli miei, così facilmente dimenticate mio Figlio, le Sue parole ed il Suo amore.

La fede si spegne in molte anime ed il cuore è preso dalle cose materiali del mondo.

Però il mio cuore materno sa che in mezzo a voi ci sono coloro che credono ed amano, coloro che cercano di avvicinarsi sempre più a mio Figlio, che Lo cercano instancabilmente e, in questo modo, cercano anche me.

Questi sono gli umili e i miti i quali, con il dolore e la sofferenza che sopportano nel silenzio, con la loro speranza e soprattutto con la loro fede, sono gli apostoli del mio amore.

Figli miei, apostoli del mio amore, vi insegno che mio Figlio non cerca preghiere con troppe parole, ma anche le opere ed i sentimenti, che preghiate, che con le preghiere personali cresciate nella fede e cresciate nell’amore.

Amatevi gli uni e gli altri: questo è ciò che Lui chiede, questa è la via per la vita eterna.

Figli miei, non dimenticate che mio Figlio ha portato la luce a questo mondo.

L’ha portata a coloro che hanno voluto vederla e riceverla.

Questi siate voi, perché questa è la luce della verità, della pace e dell’amore.

Io vi guido maternamente ad adorare mio Figlio, ad amarLo con me.

Che i vostri pensieri, parole ed opere siano rivolte a mio Figlio, che siano in Suo nome: solo allora il mio cuore sarà colmo.

Vi ringrazio.

Messaggio del 2 febbraio 2019 Cari figli, l’amore e la bontà del Padre Celeste danno delle rivelazioni che fanno sì che la fede cresca, venga spiegata, porti pace, sicurezza e speranza.
Così anch’io, figli miei, per l’amore misericordioso del Padre Celeste, vi mostro sempre di nuovo la via a mio Figlio, all’eterna salvezza; purtroppo, però, molti miei figli non vogliono ascoltarmi.
Molti miei figli esitano.

Ma io, io, nel tempo ed oltre il tempo, ho sempre magnificato il Signore per tutto quello che ha fatto in me e per mezzo di me.
Mio Figlio si dà a voi, spezza il pane con voi, vi dice parole di vita eterna perché le portiate a tutti.

E voi, figli miei, apostoli del mio amore, di cosa avete paura, se mio Figlio è con voi? Mostrategli le vostre anime, affinché egli possa essere in esse e possa rendervi strumenti di fede, strumenti d’amore.
Figli miei, vivete il Vangelo, vivete l’amore misericordioso verso il prossimo; ma soprattutto vivete l’amore verso il Padre Celeste.

Figli miei, non siete uniti per caso.

Il Padre Celeste non unisce nessuno per caso.

Mio Figlio parla alle vostre anime, io vi parlo al cuore.
Come Madre vi dico: incamminatevi con me! Amatevi gli uni gli altri, testimoniate! Non dovete temere di difendere col vostro esempio la verità, la Parola di Dio, che è eterna e non cambia mai.

Figli miei, chi opera nella luce dell’amore misericordioso e della verità, è sempre aiutato dal Cielo e non è solo.

Apostoli del mio amore, vi riconoscano sempre fra tutti gli altri per il vostro nascondimento, l’amore e la serenità.

Io sono con voi.
Vi ringrazio.

Messaggio del 2 marzo 2019 Cari figli,

vi chiamo apostoli del mio amore.



Vi mostro mio Figlio, che è la vera pace ed il vero amore.

Come Madre, mediante la grazia divina, desidero guidarvi a lui.

Figli miei, per questo vi invito ad osservare voi stessi partendo da mio Figlio, a guardare a lui col cuore ed a vedere col cuore dove siete voi e dove sta andando la vostra vita.

Figli miei, vi invito a comprendere che vivete grazie a mio Figlio, mediante il suo amore e il suo sacrificio.



Voi chiedete a mio Figlio di essere clemente con voi, ma io invito voi alla misericordia.


Gli chiedete di essere buono con voi e di perdonarvi, ma da quanto tempo io prego voi, miei figli, di perdonare ed amare tutti gli uomini che incontrate!

Quando capirete col cuore le mie parole, comprenderete e conoscerete il vero amore, e potrete essere apostoli di quell’amore, miei apostoli, miei cari figli.

Vi ringrazio!

Messaggio del 18 marzo 2019 Cari figli,

come madre, come Regina della Pace, vi invito ad accogliere mio Figlio, affinché Lui possa donarvi la pace dell’anima, affinché Lui possa donarvi ciò che è giusto, ciò che è il vostro bene.

Figli miei, mio Figlio vi conosce, Lui ha vissuto la vita come uomo ma allo stesso tempo come Dio.

Una vita miracolosa: corpo umano, spirito divino.

Perciò, figli miei, mentre mio Figlio vi guarda con i suoi occhi divini, penetra nel vostro cuore.

I suoi occhi miti e pieni di calore, nel vostro cuore cercano se stesso.

Può trovare se stesso in voi, figli miei? AccoglieteLo e allora i momenti del dolore e della sofferenza diventeranno i momenti della beatitudine.

AccettateLo e troverete la pace nell’anima e la diffonderete a tutti intorno a voi.

Questa è la cosa della quale voi adesso avete piu’ bisogno.

Ascoltatemi, figli miei.

Pregate per i pastori, per coloro le cui mani mio Figlio ha benedetto.

Vi ringrazio.

Messaggio del 2 aprile 2019 Cari figli,

come Madre che conosce i suoi figli, so che anelate a mio Figlio.

So che anelate alla verità, alla pace, a ciò che è puro e non è falso.

Per questo io, come Madre, mediante l’amore di Dio, mi rivolgo a voi e vi invito affinché, pregando con cuore puro ed aperto, conosciate da voi stessi mio Figlio, il suo amore, il suo Cuore misericordioso.



Mio Figlio vedeva la bellezza in tutte le cose.

Egli cerca il bene, perfino quello piccolo e nascosto, in tutte le anime, per perdonare il male.

Perciò, figli miei, apostoli del mio amore, vi invito ad adorarlo, a ringraziarlo continuamente e ad esserne degni.

Perché lui vi ha detto parole divine, le parole di Dio, le parole che sono per tutti e per sempre.

Perciò, figli miei, vivete la letizia, la serenità, l’unità e l’amore reciproco.



Questo è quello che vi è necessario nel mondo di oggi: così sarete apostoli del mio amore, così testimonierete mio Figlio nel modo giusto.

Vi ringrazio.

Messaggio del 2 maggio 2019 Cari figli,

con materno amore vi invito affinché con cuore puro ed aperto, con totale fiducia, rispondiate al grande amore di mio Figlio.

Io conosco la grandezza del suo amore, io ho portato lui dentro di me, l’Ostia in cuore, la Luce e l’Amore del mondo.



Figli miei, anche il mio rivolgermi a voi è un segno dell’amore e della tenerezza del Padre Celeste, un grande sorriso ricolmo dell’amore di mio Figlio, una chiamata alla vita eterna.

Il Sangue di mio Figlio è stato versato per voi per amore.



Quel Sangue prezioso è per la vostra salvezza, per la vita eterna.

Il Padre Celeste ha creato l’uomo per la felicità eterna.

Non è possibile che moriate, voi che conoscete l’amore di mio Figlio, voi che lo seguite.

La vita ha vinto: mio Figlio è vivo! Perciò, figli miei, apostoli del mio amore, la preghiera vi mostri la strada, il modo di diffondere l’amore di mio Figlio nella forma più eccelsa.

Figli miei, anche quando cercate di vivere le parole di mio Figlio, voi pregate.



Quando amate le persone che incontrate, diffondete l’amore di mio Figlio.

L’amore è quello che apre le porte del Paradiso.

Figli miei, sin dall’inizio ho pregato per la Chiesa.

Perciò invito anche voi, apostoli del mio amore, a pregare per la Chiesa ed i suoi ministri, per coloro che mio Figlio ha chiamato.



Vi ringrazio!

Messaggio del 17 maggio 2019 Cari figli, anche oggi vi invito in modo particolare: pregate per le mie intenzioni, per i miei piani che desidero realizzare con la mia venuta.

Pregate specialmente per i pastori, per la Chiesa, per la fede forte dei sacerdoti.

Grazie, cari figli, per aver anche oggi risposto alla mia chiamata.

Messaggio del 2 giugno 2019 Cari figli,

soltanto un cuore puro ed aperto farà sì che conosciate davvero mio Figlio, e che tutti quelli che non conoscono il suo amore lo conoscano per mezzo di voi.

Solo l’amore farà sì che comprendiate che esso è più forte della morte, perché il vero amore ha vinto la morte ed ha fatto in modo che la morte non esista.



Figli miei, il perdono è una forma eccelsa d’amore.

Voi, come apostoli del mio amore, dovete pregare per essere forti nello spirito e poter comprendere e perdonare.

Voi, apostoli del mio amore, con la comprensione ed il perdono, date esempio d’amore e di misericordia.



Riuscire a comprendere e perdonare è un dono per cui si deve pregare e di cui si deve aver cura.

Col perdono voi mostrate di saper amare.

Guardate, figli miei, come il Padre Celeste vi ama con un amore grande, con comprensione, perdono e giustizia.

Come vi dà me, la Madre dei vostri cuori.

Ed ecco: sono qui in mezzo a voi per benedirvi con la materna benedizione; per invitarvi alla preghiera e al digiuno; per dirvi di credere, di sperare, di perdonare, di pregare per i vostri pastori e soprattutto di amare senza limiti.

Figli miei, seguitemi! La mia via è la via della pace e dell’amore, la via di mio Figlio.

È la via che porta al trionfo del mio Cuore.

Vi ringrazio!

Messaggio del 21 giugno 2019 Cari figli, anche oggi desidero invitarvi in modo particolare a rinnovare i miei messaggi.

Vivete i miei messaggi, cari figli! Parlate meno dei messaggi, ma vivete di più i messaggi: parlate di meno e vivete di più! Cari figli, sono con voi da così tanto tempo e anche oggi desidero invitarvi: pregate per le mie intenzioni, per i miei piani che desidero realizzare sul mondo: in particolare piani di pace.

Anche oggi, cari figli, desidero dirvi che prego per tutti voi e che per tutti voi intercedo davanti a mio Figlio.

Grazie, cari figli, per aver anche oggi risposto alla mia chiamata.

Messaggio del 25 giugno 2019 Figlioli, pregate, pregate, pregate.

Messaggio del 2 luglio 2019 Cari figli,

secondo il volere del Padre misericordioso, vi ho dato ed ancora vi darò segni evidenti della mia presenza materna.

Figli miei, essa è per il mio desiderio materno della guarigione delle anime.

Essa è per il desiderio che ogni mio figlio abbia una fede autentica, che viva esperienze prodigiose bevendo alla sorgente della Parola di mio Figlio, della Parola di vita.

Figli miei, col suo amore e sacrificio, mio Figlio ha portato nel mondo la luce della fede e vi ha mostrato la via della fede.

Poiché, figli miei, la fede eleva il dolore e la sofferenza.

La fede autentica rende la preghiera più sensibile, compie opere di misericordia: un dialogo, un’offerta.

Quei miei figli che hanno fede, una fede autentica, sono felici nonostante tutto, perché vivono sulla terra l’inizio della felicità del Cielo.

Perciò, figli miei, apostoli del mio amore, vi invito a dare esempio di fede autentica, a portare la luce là dove c’è tenebra, a vivere mio Figlio.

Figli miei, come Madre vi dico: non potete percorrere la via della fede e seguire mio Figlio senza i vostri pastori.

Pregate che abbiano la forza e l’amore per guidarvi.

Le vostre preghiere siano sempre con loro.

Vi ringrazio!

Messaggio del 5 luglio 2019 Cari figli, in questo tempo desidero particolarmente invitarvi a decidervi per Dio.

Mettete Dio, nella vostra vita e nelle vostre famiglie, al primo posto! Lasciate la transitorietà di questo mondo, il materialismo, tutto ciò che vi allontana da mio Figlio.

Decidetevi saldamente, vivete i miei messaggi! Desidero continuare a guidarvi, guidarvi a mio Figlio, affinché in Lui troviate la pace vera e autentica e l’amore.

Grazie, cari figli, per aver anche oggi risposto alla mia chiamata.

Messaggio del 2 agosto 2019 Cari figli,

grande è l’amore di mio Figlio! Se conosceste la grandezza del suo amore, non smettereste di adorarlo e ringraziarlo.

Lui è sempre vivo con voi nell’Eucaristia, poiché l’Eucaristia è il suo Cuore.

L’Eucaristia è il cuore della fede.



Egli non vi ha mai abbandonato: anche quando voi avete cercato di allontanarvi da lui, egli non si è allontanato da voi.

Perciò il mio Cuore materno è felice quando vede che, colmi d’amore, ritornate a lui; quando io vedo che andate a lui sulla via della riconciliazione, dell’amore e della speranza.

Il mio Cuore materno sa che, quando vi incamminate sulla via della fede, siete dei virgulti, dei germogli; ma, con la preghiera e il digiuno, sarete dei frutti, il mio fiore, gli apostoli del mio amore.

Sarete portatori di luce e, con l’amore e la speranza, illuminerete tutti attorno a voi.

Figli miei, come Madre vi prego: pregate, riflettete, meditate.
Tutto ciò che vi accade di bello, di doloroso, di lieto e di santo fa sì che cresciate spiritualmente, che mio Figlio cresca in voi.

Figli miei, abbandonatevi a lui, credete a lui, confidate nel suo amore: sia lui a guidarvi! L’Eucaristia sia il luogo in cui nutrite le vostre anime, per poi diffondere l’amore e la verità, testimoniare mio Figlio.



Vi ringrazio!

Messaggio del 2 settembre 2019 Cari figli, pregate!



Pregate ogni giorno il Rosario, quella corona di fiori che mi lega direttamente quale Madre ai vostri dolori, sofferenze, desideri e speranze.

Apostoli del mio amore, sono con voi mediante la grazia e l’amore di mio Figlio, e da voi chiedo preghiere.

Le vostre preghiere sono così necessarie al mondo, affinché le anime si convertano!

Aprite con completa fiducia i vostri cuori a mio Figlio, ed egli scriverà in essi il compendio della sua Parola, cioè l’amore.

Vivete un legame inscindibile con il Sacratissimo Cuore di mio Figlio!

Figli miei, come Madre vi dico che non c’è tempo per esitare ad inginocchiarvi dinanzi a mio Figlio, a riconoscerlo vostro Dio, centro della vostra vita.

Offritegli dei doni, ciò che lui più ama, ossia l’amore verso il prossimo, la misericordia e cuori puri.

Apostoli del mio amore, molti miei figli ancora non riconoscono mio Figlio come loro Dio, ancora non hanno conosciuto il suo amore.

Ma voi, con la vostra preghiera detta a partire da un cuore puro ed aperto, e con i doni che offrite a mio Figlio, farete sì che anche i cuori più duri si aprano.

Apostoli del mio amore, la forza della preghiera detta a partire dal cuore, di una preghiera potente e colma d’amore, cambia il mondo.

Perciò, figli miei, pregate, pregate, pregate!

Io sono con voi.



Vi ringrazio!

Messaggio del 17 settembre 2019 Cari figli, vi invito in modo particolare a pregare per le mie intenzioni, in modo che fermiate mediante le vostre preghiere il piano di satana sull’umanità che è ogni giorno più lontana da Dio invece di Dio mette al primo posto se stessa e distrugge tutto ciò che è bello e buono nelle anime di ciascuno di voi.
Perciò, figlioli, pregate, digiunate e fate la volontà di Dio, in modo da essere coscienti di quanto Dio vi ama.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata

Messaggio del 2 ottobre 2019 Cari figli,

la volontà e l’amore del Padre Celeste fanno sì che io sia qui in mezzo a voi, per aiutare con materno amore la crescita della fede nel vostro cuore, in modo che possiate davvero capire lo scopo della vita terrena e la grandezza di quella celeste.

Figli miei, la vita terrena è la via verso l’eternità, verso la verità e la vita: verso mio Figlio.

Per quella via voglio condurvi.

Voi, figli miei, voi che avete sempre sete di maggior amore, verità e fede, sappiate che solo una è la fonte da cui potete bere: la fiducia nel Padre Celeste, la fiducia nel suo amore.

Abbandonatevi completamente alla sua volontà e non temete: tutto ciò che è il meglio per voi, tutto quello che vi porta alla vita eterna, vi sarà dato! Comprenderete che lo scopo della vita non è sempre volere e prendere, ma amare e dare; avrete la vera pace ed il vero amore, sarete apostoli dell’amore.

Col vostro esempio, farete sì che quei miei figli che non conoscono mio Figlio ed il suo amore vogliano conoscerlo.

Figli miei, apostoli del mio amore, adorate mio Figlio insieme a me, ed amatelo al di sopra di tutto.

Cercate sempre di vivere nella sua verità.

Vi ringrazio!

Messaggio del 2 novembre 2019 Cari figli,

il mio diletto Figlio ha sempre pregato e glorificato il Padre Celeste.

Gli ha sempre detto tutto ed ha confidato nella sua volontà.

Così dovreste fare anche voi, figli miei, poiché il Padre Celeste ascolta sempre i suoi figli.

Un unico cuore in un solo cuore: amore, luce e vita.

Il Padre Celeste si è donato mediante un volto umano, e tale volto è il volto di mio Figlio.

Voi, apostoli del mio amore, voi dovreste sempre portare il volto di mio Figlio nei vostri cuori e nei vostri pensieri.

Voi dovreste sempre pensare al suo amore e al suo sacrificio.

Dovreste pregare in modo da sentire sempre la sua presenza.

Poiché, apostoli del mio amore, questo è il modo di aiutare tutti coloro che non conoscono mio Figlio, che non hanno conosciuto il suo amore.

Figli miei, leggete il libro dei Vangeli: è sempre qualcosa di nuovo, è ciò che vi lega a mio Figlio, che è nato per portare parole di vita a tutti i miei figli e per sacrificarsi per tutti.

Apostoli del mio amore, portati dall’amore verso mio Figlio, portate amore e pace a tutti i vostri fratelli.

Non giudicate nessuno, amate ognuno mediante l’amore verso mio Figlio.

In tal modo vi occuperete anche della vostra anima, ed essa è la cosa più preziosa che veramente vi appartiene.

Vi ringrazio! I messaggi di Medjugorje.

Anno 2019

Messaggio del 25 gennaio 2019 Cari figli! Oggi, come madre vi invito alla conversione.

Questo tempo è per voi, figlioli, il tempo del silenzio e della preghiera.

Perciò, nel calore del vostro cuore cresca il chicco della speranza e della fede e voi, figlioli, di giorno in giorno sentirete il bisogno di pregare di più.

La vostra vita diventerà ordinata e responsabile.

Comprenderete, figlioli, di essere di passaggio qui sulla terra e sentirete il bisogno di essere più vicini a Dio e con l’amore darete testimonianza della vostra esperienza dell’incontro con Dio, che condividerete con gli altri.

Io sono con voi e prego per voi ma non posso senza il vostro Si.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Messaggio del 25 febbraio 2019 Cari figli! Oggi vi invito alla vita nuova.

Non importa quanti anni abbiate, aprite il vostro cuore a Gesù che vi trasformerà in questo tempo di grazia e voi, come la natura, nascerete alla vita nuova nell'amore di Dio e aprirete il vostro cuore al Cielo e alle cose celesti.

Io sono ancora con voi perché Dio me lo ha permesso per amore verso di voi.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.



Messaggio del 25 marzo 2019 Cari figli! Questo è tempo di grazia.

Come la natura si rinnova a vita nuova anche voi siete invitati alla conversione.

Decidetevi per Dio.

Figlioli, voi siete vuoti e non avete gioia perché non avete Dio.

Perciò pregate affinché la preghiera sia per voi vita.

Nella natura cercate Dio che vi ha creati perché la natura parla e lotta per la vita e non per la morte.

Le guerre regnano nei cuori e nei popoli perché non avete pace e non vedete, figlioli, nel vostro prossimo il fratello.

Perciò ritornate a Dio ed alla preghiera.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.



Messaggio del 25 aprile 2019 Cari figli! Questo è tempo di grazia, tempo di misericordia per ciascuno di voi.

Figlioli, non permettete che il vento dell’odio e dell’inquietudine regni in voi e attorno a voi.

Voi, figlioli, siete invitati ad essere amore e preghiera.

Il diavolo vuole l’inquietudine e il disordine ma voi, figlioli, siate la gioia di Gesù Risorto il quale è morto e risorto per ciascuno di voi.

Lui ha vinto la morte per donarvi la vita, la vita eterna.

Perciò, figlioli, testimoniate e siate fieri di essere risorti in Lui.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Messaggio del 25 maggio 2019 Cari figli! Per la Sua misericordia, Dio mi ha permesso di essere con voi, di istruirvi e di guidarvi verso il cammino della conversione.

Figlioli, tutti voi siete chiamati a pregare con tutto il cuore perché si realizzi il piano della salvezza per voi e tramite voi.

Siate coscienti figlioli, che la vita è breve e vi aspetta la vita eterna secondo i vostri meriti.

Perciò pregate, pregate, pregate per poter essere degni strumenti nelle mani di Dio.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Messaggio del 25 giugno 2019 Cari figli! Ringrazio Dio per ciascuno di voi.

In modo particolare, figlioli, grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Io vi preparo per i tempi nuovi affinché siate saldi nella fede e perseveranti nella preghiera, affinché lo Spirito Santo operi attraverso di voi e rinnovi la faccia della terra.

Prego con voi per la pace, il dono più prezioso, anche se satana vuole la guerra e l’odio.

Voi, figlioli, siate le mie mani tese e camminate fieri con Dio.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Messaggio del 25 luglio 2019 Cari figli! La mia chiamata per voi è la preghiera.

La preghiera sia per voi gioia e una corona che vi lega a Dio.

Figlioli, verranno le prove e voi non sarete forti ed il peccato regnerà ma se siete miei, vincerete perché il vostro rifugio sarà il Cuore di mio Figlio Gesù.

Perciò figlioli, ritornate alla preghiera affinché la preghiera diventi vita per voi, di giorno e di notte.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.



Messaggio del 25 agosto 2019 Cari figli! Pregate, lavorate e testimoniate con amore il Regno dei Cieli affinché possiate stare bene qui sulla terra.

Figlioli, Dio benedirà il centuplo il vostro sforzo e sarete testimoni tra i popoli, le anime dei non credenti sentiranno la grazia della conversione ed il Cielo sarà grato per le vostre fatiche ed i vostri sacrifici.

Figlioli, testimoniate con il rosario nella mano che siete miei e decidetevi per la santità.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.



Messaggio del 25 settembre 2019 Cari figli! Oggi vi invito a pregare per le mie intenzioni affinché possa aiutarvi.

Figlioli, pregate il rosario e meditate i misteri del rosario perché anche voi nella vostra vita passate attraverso le gioie e i dolori.

In questo modo trasformate i misteri nella vostra vita perché la vita è un mistero finché non la mettete nelle mani di Dio.

Così avrete l’esperienza della fede come Pietro che ha incontrato Gesù e lo Spirito Santo ha riempito il suo cuore.

Anche voi, figlioli, siete invitati a testimoniare vivendo l’amore con il quale di giorno in giorno Dio vi avvolge con la mia presenza.

Perciò, figlioli, siate aperti e pregate col cuore nella fede.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Messaggio del 25 ottobre 2019
Cari figli! Oggi vi invito alla preghiera.

La preghiera sia il balsamo per la vostra anima perché il frutto della preghiera è la gioia, il dare, il testimoniare Dio agli altri attraverso le vostre vite.

Figlioli, se vi abbandonate completamente a Dio, Lui si occuperà di tutto, vi benedirà e i vostri sacrifici avranno senso.

Io sono con voi e vi benedico tutti con la mia benedizione materna.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

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In breve

Una lettura e una omelia
Ve 22 Nov : Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 19,45-48.
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In quel tempo Gesù, entrato nel tempio, cominciò a scacciare i venditori, dicendo: «Sta scritto: La mia casa sarà casa di preghiera.

Ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri!».

Ogni giorno insegnava nel tempio.

I sommi sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo perire e così anche i notabili del popolo; ma non sapevano come fare, perché tutto il popolo pendeva dalle sue parole.

Viaggio Apostolico in Thailandia: Santa Messa nello Stadio Nazionale (Bangkok, 21 Nov 2019)
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VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTITÀ FRANCESCO
IN THAILANDIA E GIAPPONE

(19 - 26 NOVEMBRE 2019)

SANTA MESSA

OMELIA DEL SANTO PADRE

Stadio Nazionale (Bangkok)
Giovedì, 21 novembre 2019

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«Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?» (Mt 12,48).

Con questa domanda Gesù provocò tutta quella folla che lo ascoltava a interrogarsi su qualcosa che potrebbe sembrare tanto ovvio quanto certo: chi sono i membri della nostra famiglia, quelli che ci appartengono e ai quali noi apparteniamo? Lasciando che la domanda risuonasse in loro in modo chiaro e nuovo, risponde: «Chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre» (Mt 12,50).

In questo modo rompe non solo i determinismi religiosi e legali dell’epoca, ma anche ogni pretesa eccessiva di chi ritenesse di poter vantare diritti preferenziali su di Lui.

Il Vangelo è un invito e un diritto gratuito per tutti quelli che vogliono ascoltare.

È sorprendente notare come il Vangelo sia intessuto di domande che cercano di mettere in crisi, di scuotere e di invitare i discepoli a mettersi in cammino, per scoprire quella verità capace di dare e di generare vita; domande che cercano di aprire il cuore e l’orizzonte all’incontro con una novità molto più bella di quanto si possa immaginare.

Le domande del Maestro vogliono sempre rinnovare la nostra vita e quella della nostra comunità con una gioia senza pari (cfr Esort.

ap.

Evangelii gaudium, 11).

Così è successo ai primi missionari che si misero in cammino e arrivarono in queste terre; ascoltando la Parola del Signore, cercando di rispondere alle sue richieste, poterono vedere che appartenevano a una famiglia molto più grande di quella generata dai legami di sangue, di cultura, di regione o di appartenenza a un determinato gruppo.

Spinti dalla forza dello Spirito e riempite le loro sacche con la speranza che nasce dalla buona novella del Vangelo, si misero in cammino per cercare i membri di questa loro famiglia che ancora non conoscevano.

Uscirono a cercare i loro volti.

Era necessario aprire il cuore a una nuova misura, capace di superare tutti gli aggettivi che sempre dividono, per scoprire tante madri e fratelli thai che mancavano alla loro mensa domenicale.

Non solo per quanto avrebbero potuto offrire ad essi, ma anche per tutto ciò che da loro avevano bisogno di ricevere per crescere nella fede e nella comprensione delle Scritture (cfr Conc.

Vat.

II, Cost.

Dei Verbum, 8).

Senza quell’incontro, al Cristianesimo sarebbe mancato il vostro volto; sarebbero mancati i canti, le danze che rappresentano il sorriso thai, così tipico in queste terre.

Così hanno intravisto meglio il disegno amorevole del Padre, che è molto più grande di tutti i nostri calcoli e previsioni e non si riduce ad un pugno di persone o a un determinato contesto culturale.

Il discepolo missionario non è un mercenario della fede né un procacciatore di proseliti, ma un mendicante che riconosce che gli mancano i fratelli, le sorelle e le madri, con cui celebrare e festeggiare il dono irrevocabile della riconciliazione che Gesù dona a tutti noi: il banchetto è pronto, uscite a cercare tutti quelli che incontrate per la strada (cfr Mt 22,4.9).

Questo invio è fonte di gioia, gratitudine e felicità piena, perché «permettiamo a Dio di condurci al di là di noi stessi perché raggiungiamo il nostro essere più vero.

Lì sta la sorgente dell’azione evangelizzatrice» (Esort.

ap.

Evangelii gaudium, 8).

Sono passati 350 anni dalla creazione del Vicariato Apostolico del Siam (1669-2019), segno dell’abbraccio familiare prodotto in queste terre.

Due soli missionari seppero trovare il coraggio di gettare i semi che, fin da quel tempo lontano, stanno crescendo e germogliando in una varietà di iniziative apostoliche, che hanno contribuito alla vita della nazione.

Questo anniversario non significa nostalgia del passato, ma fuoco di speranza perché, nel presente, anche noi possiamo rispondere con la stessa determinazione, forza e fiducia.

È memoria festosa e grata, che ci aiuta ad uscire con gioia per condividere la vita nuova che viene dal Vangelo con tutti i membri della nostra famiglia che ancora non conosciamo.

Tutti siamo discepoli missionari quando ci decidiamo ad essere parte viva della famiglia del Signore e lo facciamo condividendo come Lui lo ha fatto: non ha avuto paura di sedersi alla tavola dei peccatori, per assicurare loro che alla tavola del Padre e del creato c’era un posto riservato anche per loro; ha toccato coloro che si consideravano impuri e, lasciandosi toccare da loro, li ha aiutati a comprendere la vicinanza di Dio, anzi, a comprendere che loro erano i beati (cfr S.

Giovanni Paolo II, Esort.

ap.

postsin.

Ecclesia in Asia, 11).

Penso in particolar modo a quei bambini, bambine e donne esposti alla prostituzione e alla tratta, sfigurati nella loro dignità più autentica; penso a quei giovani schiavi della droga e del non-senso che finisce per oscurare il loro sguardo e bruciare i loro sogni; penso ai migranti spogliati delle loro case e delle loro famiglie, come pure tanti altri che, come loro, possono sentirsi dimenticati, orfani, abbandonati, «senza la forza, la luce e la consolazione dell’amicizia con Gesù Cristo, senza una comunità di fede che li accolga, senza un orizzonte di senso e di vita» (Esort.

ap.

Evangelii Gaudium, 49).

Penso ai pescatori sfruttati, ai mendicanti ignorati.

Essi fanno parte della nostra famiglia, sono nostre madri e nostri fratelli; non priviamo le nostre comunità dei loro volti, delle loro piaghe, dei loro sorrisi, delle loro vite; e non priviamo le loro piaghe e le loro ferite dell’unzione misericordiosa dell’amore di Dio.

Il discepolo missionario sa che l’evangelizzazione non è accumulare adesioni né apparire potenti, ma aprire porte per vivere e condividere l’abbraccio misericordioso e risanante di Dio Padre che ci rende famiglia.

Cara comunità tailandese: andiamo avanti nel cammino, sulle orme dei primi missionari, per incontrare, scoprire e riconoscere con gioia tutti i volti di madri, padri e fratelli che il Signore ci vuole regalare e mancano al nostro banchetto domenicale.

 

- Il diavolo distrugge l’uomo perché Dio si è fatto come noi (12 novembre 2019)

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